Tutti gli articoli

Cardiopatia Ischemica

Cardiopatia Ischemica
Share on...
Le malattie cardiovascolari sono ancora oggi la principale causa di morte nel nostro Paese in quanto responsabili di quasi il 45% della mortalità globale: la prima causa di morte (pari al 35% di tutti i decessi) è rappresentata dalla Cardiopatia ischemica, la malattia del cuore più frequente.

Colpisce soprattutto i grossi rami delle coronarie, le arterie che irrorano il muscolo cardiaco, provocandone il restringimento a seguito di: 
  • depositi di grasso e calcificazioni tipiche dell’aterosclerosi 
  • in risposta a violenti spasmi che ne modificano rapidamente il lume
  • per la presenza di trombi (coaguli) attorno a precedenti ferite della parete arteriosa. 

Nelle situazioni meno gravi - quando cioè si ha uno squilibrio transitorio tra domanda e offerta di ossigeno - la Cardiopatia ischemica è reversibile e si presenta sotto forma di Angina pectoris, un insieme di sintomi che va dal dolore toracico alla mancanza di respiro. 

Qualora l’apporto di ossigeno al muscolo cardiaco si riduca oltre un certo periodo (i cardiologi stimano questo intervallo in 20-30 minuti), le cellule perdono vitalità e muoiono: la morte cellulare corrisponde all’Infarto del miocardio

L’infarto sarà tanto più grande quanto più importante è il tratto di coronaria compromesso dall’ostruzione e quanto minore è la possibilità che altri segmenti di coronarie vicine riescano a sopperire all’improvviso stop della circolazione sanguigna.

L’aterosclerosi coronarica è di gran lunga la causa più frequente della Cardiopatia ischemica.

Le condizioni che predispongono allo sviluppo della malattia aterosclerotica nel suo complesso e a livello delle arterie coronarie più nello specifico, vengono classificate in modificabili e non modificabili.

Le prime riguardano soprattutto lo stile di vita, l’alimentazione ed i comportamenti dannosi per l’organismo in generale e per il cuore in particolare: possono essere corrette anche con l’uso di farmaci. 

Si parla di condizioni modificabili in presenza di alterati valori dei grassi (dislipidemia), di iperglicemia (troppi zuccheri nel sangue), fumo di sigaretta, ipertensione arteriosa, peso corporeo eccessivo od obesità, totale assenza di attività fisica e sedentarietà. 

Le condizioni non modificabili sono, invece, riassumibili nella familiarità e nella differenza tra i due sessi: gli uomini hanno una maggiore incidenza di Cardiopatia ischemica, ma solo se il raffronto è parametrato a donne in età pre-menopausa in quanto gli ormoni femminili (estrogeni) svolgono un’efficace azione di barriera nei confronti della patologia. Le donne in post-menopausa, infatti, vanno incontro alla stessa percentuale di rischio dei maschi. 

Parlando di aterosclerosi va altresì detto che la malattia si evidenzia in modo differente negli uomini e nelle donne. 

Le temute placche ateromasiche nel sesso femminile iniziano a formarsi dalla menopausa in avanti (in Italia attorno ai 50-55 anni) e valutato il lasso di tempo che impiegano per creare problemi all’elasticità delle arterie (in media 15-25 anni), la patologia coronarica non sembra mai insorgere prima dei 70 anni (al contrario degli uomini già colpiti dai 50 anni in su). 

Tuttavia occorre rammentare come l’ipertensione arteriosa (condizione considerata modificabile) costituisca per le donne uno dei fattori di pericolo più importanti per la Cardiopatia ischemia, più che nell’uomo. 

Così come il diabete aumenta, rispetto ai coetanei maschili, più nelle donne il pericolo di morte coronarica.